C’è un’aria diversa ad Ascoli. Non solo per i risultati, ma per la sensazione, sempre più tangibile, che qualcosa stia davvero cambiando. La vittoria per 4-1 contro il Bra non è soltanto un successo netto nel punteggio: è la conferma di una crescita costante, di un gruppo che si riconosce, che lotta insieme e che ha ritrovato quella leggerezza che negli ultimi anni sembrava smarrita.
Al Del Duca, il pubblico si è goduto una delle migliori prestazioni della stagione, un pomeriggio di calcio intenso e ispirato, condito da quattro gol che hanno scaldato il cuore dei tifosi e ribadito un concetto chiaro: l’Ascoli è tornato a divertirsi.
Rizzo Pinna, il talento che accende la luce
A rompere l’equilibrio ci ha pensato Rizzo Pinna, il giocatore che più di tutti incarna la nuova anima bianconera. Al 32’, con un destro a giro tanto preciso quanto elegante, ha sbloccato il match e dato il via alla festa.
Il suo gol è stato la scintilla che ha acceso un gruppo già determinato, ma ancora in cerca di quella fiducia che solo le vittorie sanno dare. Da lì in avanti, l’Ascoli ha preso il controllo totale della gara, mostrando un gioco armonioso, fluido e verticale, frutto di un lavoro tattico meticoloso e di una condizione mentale brillante.
Rizzo Pinna non è solo il fantasista capace di cambiare ritmo e inventare calcio: è anche un leader silenzioso, il simbolo di un’Ascoli che ha imparato a essere concreta senza rinunciare alla qualità.
La memoria del passato e la forza del presente
L’ultimo poker casalingo del Picchio risaliva al 6 dicembre 2024, contro il Sestri Levante, sempre al Del Duca. Allora fu una vittoria che sembrava isolata, un lampo in una stagione incerta.
Oggi, invece, la sensazione è completamente diversa. Questa volta, dietro ai quattro gol c’è struttura, organizzazione e consapevolezza. La squadra non si è fermata all’entusiasmo del vantaggio, ma ha continuato a spingere, a cercare il gol, a gestire i tempi della partita con maturità.
È un segnale che racconta di un gruppo cresciuto non solo tecnicamente, ma anche mentalmente. L’Ascoli di oggi non si accontenta: gioca per dominare, per imporre il proprio ritmo, per convincere.
Agostinone e la sua mano invisibile
Dietro questa trasformazione c’è la guida saggia e appassionata di Giuseppe Agostinone, che con equilibrio e lucidità ha saputo trasmettere alla squadra una chiara identità.
Il tecnico ha costruito un collettivo solido, capace di adattarsi alle situazioni, di cambiare pelle durante la partita e di mantenere sempre alta la concentrazione. Anche contro il Bra, le sue scelte sono state decisive: cambi tempestivi, ritmi gestiti con intelligenza e la sensazione costante che nessuno voglia tirarsi indietro.
“Questo gruppo è una famiglia”, ha sottolineato Agostinone, e basta guardare l’abbraccio collettivo dopo ogni gol per capire che non si tratta di parole di circostanza.
La spinta del pubblico e il valore della continuità
Il Del Duca, come nelle giornate migliori, è tornato a essere un fattore. Il sostegno dei tifosi, costante e rumoroso, ha accompagnato ogni azione, ogni recupero palla, ogni affondo.
Quando lo stadio diventa un tutt’uno con la squadra, l’Ascoli ritrova quella dimensione di “comunità sportiva” che da sempre ne rappresenta l’essenza più autentica.
Ma il vero valore di questa vittoria non sta solo nel punteggio o nello spettacolo offerto: sta nella continuità. È il quarto successo consecutivo, un filotto che dà fiducia e solidifica ambizioni che ora non possono più essere nascoste.
Prospettive e ambizioni
Guardando avanti, l’Ascoli ha la possibilità di consolidare il suo cammino. La squadra corre, crea, segna e soprattutto crede nei propri mezzi.
Non è un caso che il Picchio sia tornato a segnare con regolarità: la produzione offensiva si è diversificata, i gol arrivano da più interpreti e la squadra mostra un equilibrio che mancava da tempo.
Il 4-1 contro il Bra non è solo una vittoria: è un manifesto. È la dimostrazione che la ricostruzione è avviata e che l’Ascoli può tornare a essere protagonista. Con lavoro, convinzione e la passione di una piazza che non ha mai smesso di sognare.
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