Come dice il Presidente Carlo Neri, è difficile parlare di calcio in queste circostanze.
Un direttore di gara inadatto e indisponente che già dal primo minuto sembrava avvertire la tensione di un big match con un peso specifico così elevato, dall'importanza capitale per entrambe le squadre.
Di una cosa possiamo andar fieri, la CAPOLISTA in campo sembrava proprio l’Ascoli.
Anche in inferiorità numerica siamo stati concentrati, sempre in partita, trasportati da una sana "ignoranza" e cattiveria agonistica che ha fatto stare l’intero popolo frusinate con il deretano bello stretto.
Solito Frosinone Cul…tore della fortuna.
Partita sporca, ritmo spezzettato, numero di falli esorbitante, Marinelli sempre col fischietto in bocca. Gioco fermo ogni cinquantasei secondi, sappiamo che questa è la serie B e la posta in palio era alta, ma nulla vieta di trovare soluzioni per migliorare lo spettacolo da offrire in futuro.
Ci vorrebbe il tempo effettivo come nel Futsal.
Discorso che sarebbe da estendere non solo alla serie cadetta, ma all’intero movimento calcistico, che ne gioverebbe sicuramente.
Tornando al match, dispiace che sia finita in questo modo perché sappiamo quanto paghi, nel calcio e soprattutto in Serie B, la continuità.
Quella traversa ancora urla vendetta
Siamo rimasti tutti con l’espressione come nel famoso quadro di Edvard Munch, con l'urlo strozzato in gola, misto tra una felicità strabordante che sta per esplodere annientata in un lampo da una delusione disarmante e inguaribile.
Perché diciamocelo, l'effetto è lo stesso su ogni tifoso per cui l'ASCOLI CALCIO 1898 è tutto, tempo e amore, è vita.
Questa palpabile delusione poi ce la portiamo dentro per tutta la settimana, stavolta addirittura sedici giorni vista la pausa. Cambia il nostro atteggiamento, ci rende irascibili, influenza l’andamento e soprattutto l’umore dei giorni che seguono una sconfitta così immeritata.
Possiamo però andare fieri dei nostri UOMINI, hanno mostrato una tempra speciale anche contro intemperie e accadimenti avversi su cui hanno ben poca influenza.
Non si sono persi d’animo, sono rimasti lì sul pezzo a dare tutto, a versare ogni singola goccia di sudore e impegno, a “sputare il sangue” in campo. Pur di non lasciare in mano ai consueti, per usare un eufemismo, fortunati frusinati.
Sappiamo che contro i ciociari abbiamo questa dannata e disgraziata maledizione che dura ormai da anni. Ogni volta pare che la palla non voglia attraversare lo specchio come posseduta da una sorta di effetto che percepisce la linea di porta come uno schermo invalicabile.
Ribadiamo Frosinone Cu…stode della sorte a favore.
Aiutato stavolta da un protagonista assoluto come il "non signor" Marinelli, che in preda a qualche sorta di rivalsa verso la propria vita continua ad allietare ed appagare la sua esistenza infliggendo del male gratuito e insensato all’Ascoli Calcio.
Ringraziamo il Patron Massimo Pulcinelli per far sentire nelle opportune sedi la voce di un intero popolo che non merita un trattamento del genere.
Equità e giustizia, questo vogliamo.
Niente di più, niente di meno.
Non ci servono favoritismi.
Non "tagliateci le gambe" però con decisioni illogiche e che vengono digerite mal volentieri, fanno pensare a dietrologie strane di cui uno sport bello come il calcio non ha più bisogno…
Per quanto riguarda i singoli, la prima menzione doverosa è per Michele Collocolo.
Suvvia, che avrà detto mai per essere espulso in quel modo?
Soprattutto, si son sentite lamentele e mugugni verso questo ragazzo sempre impeccabile e mai sopra le righe, corretto e disciplinato, umile ed educato. Mai un’ammonizione o una lamentela scomposta, un uomo tutto d’un pezzo.
Pare venuto dal passato insieme a Marty McFly, Doc Emmett Brown, Copernico e la Delorean.
Non lo si può criticare aspramente per uno svarione, un equivoco del genere.
Ti aspettiamo per la partita contro il Como, sei la nostra giraffa imbizzarrita. Avrai una voglia matta dentro di spaccare tutto, fatti perdonare con un gol e tornerai ad essere un idolo anche per le “bandieruole”.
Zittisci gli scettici Mitch!
Ottimo Enrico Guarna, specialmente nelle uscite, come sempre dominatore dell'arEa come nel film di M.Night Shyamalan.
Eric Botteghin consueta calamita. Gigante come l'Autocarrosauro. (I Simpson, st. 2 ep. 8)
Nicola Falasco come al solito pericoloso con i suoi immancabili, e indecifrabili per gli avversari, traversoni taglienti e improvvisi. Sferzante come Nick Parker in “Furia cieca”, film del 1989, in cui un reduce del Vietnam non vedente maneggia alla perfezione la lama nascosta nel suo bastone da passeggio.
Simic “scrasta” tutto !
Sembra di rivedere i tackle di Maurizio Lauro lo “spaccatibie”, che se non prendeva la palla, ti spediva direttamente al reparto traumatologico dell'ospedale.
Lorenco il muro croato però lo fa con classe, senza essere mai vistosamente falloso o scoordinato.
Un vero MOSTRO!
In questa difesa ci calza a pennello, è stato proprio l’innesto giusto.
Complimenti al D.S. Marco Valentini.
Dalla bottega di Sua Maestà Pantaleo Corvino si compra sempre bene.
Simic marca e contrasta che è una meraviglia, ringhia sugli avversari come “Cofi”, il Rottweiler di “Amores Perros”, film che ha segnato la consacrazione di un talento come Alejandro Gonzalez Inarritu, genio dell’intreccio delle trame multiple, uno dei migliori registi dell'ultimo ventennio.
Pedro Mendes titolare bella sorpresa gradita.
Combatte come "Zampa di Giaguaro”, cacciatore di una tribù Maya che affronta le peripezie più complicate per salvare moglie e figlio, protagonista del film Apocalypto.
Gran lavoro da pivot di Pedro.
Coordinazione da fuoriclasse, controllo di palla impeccabile.
500 mila €, grande investimento, comprare in Serie B dallo Sporting Lisbona non è roba per tutti.
Solamente scovarlo, cercarlo, conoscerlo, farlo visionare.
Poi trattare con società e agenti di questo calibro.
Abbiamo raggiunto alti livelli.
Brava società e di nuovo elogi meritati al D.S. Marco Valentini e alla squadra mercato.
Federico Dionisi l’ultimo ad arrendersi, in queste partite nervose Il Capitano non lo toglieremmo mai, neanche se avesse un solo piede a disposizione.
Che tunnel poi a Lucioni, che classe, che personalità.
Sul finire del primo tempo si crea un’occasione con un lampo di genialità assoluta. Si divincola sulla sinistra dalla marcatura avversaria e lascia partire un destro a giro che finisce fuori per questione di pochi centimetri.
Questi colpi in serie B ce li ha solo lui.
Stava per realizzare un gol alla Eden Hazard versione Chelsea, quando nei suoi anni migliori sembrava ancora un campione assoluto del palcoscenico mondiale.
Che giocata.
Lo aveva prima destabilizzato con il tunnel Lucioni, in questa circostanza lo salta come fosse un acero immobile e inerte all’ingresso di un casolare dissestato.
INAMOVIBILE CAPITANO!
Cedric Gondo sì isolato, ma anche egoista. Non si può abbassare la testa e andare contro tre avversari come un toro scatenato in un arena. Ci voleva più lucidità, raziocinio, equilibrio, palle pulite da smistare e da gestire. L'attaccante ivoriano doveva fare da boa per far salire meglio la squadra e cercare qualche inserimento dalle retrovie.
Non ce la siamo giocata al meglio sotto questo punto di vista, ma comunque siamo stati intensi, combattivi e battaglieri.
Peccato per il tiro di Amato Ciciretti fuori di pochi millimetri, fosse entrata quella palla sarebbe iniziata una nuova partita, anche se di pochi minuti.
Nonostante l’uomo in meno e la tanta adrenalina in campo causata dalla direzione scellerata dell' "arbitro" Marinelli, siamo rimasti ordinati e organizzati anche in inferiorità numerica.
Di questo va dato merito a mister Cristian Bucchi che ha saputo ridisegnare la squadra con un 4-3-2 con le linee strette e compatte, rimanendo alti e aggressivi, senza cambiare approccio o essere timorosi.
Fatto dimostrato da Capitan Dionisi che si lamenta perché il portiere Stefano Turati ci mette troppo tempo a rinviare sullo 0 a 0.
Segnale che, anche in dieci uomini, volevamo davvero vincerla questa partita.
Ascoli indomabile!
Usciamo sconfitti immeritatamente e con tanti rimpianti, ma con la coscienza pulita e la consapevolezza che ogni tifoso del Picchio sparso nel Globo avrà sicuramente apprezzato questo spirito ardimentoso e audace.
Era evidente che i calciatori non volessero uscire sconfitti dal terreno di gioco.
In inferiorità numerica abbiamo tenuto testa alla capolista tanto osannata.
Siamo vivi, siamo in salute.
Ritmo incessante, aggressione alta, bei segnali di coraggio.
Stavamo per pareggiarla al 94° minuto, sarebbe stato un tripudio.
Meritavamo almeno un punto che avrebbe dato continuità a questo percorso di crescita che abbiamo intrapreso nell'ultimo mese.
Abbiamo poco da rimproverarci.
Nankurunaisa: “comportati come dovresti e in qualche modo vedrai che tutto andrà bene”
Vero è che con i se e i ma non si va lontano, ma in 11 vs 11 la convinzione è che avremmo detto la nostra e avremmo potuto portare a casa un bottino ben diverso.
Ora manteniamo alto il morale nell’ambiente e l’unione tra tutte le componenti, è l’unica e conclamata ricetta per il successo nel mondo del calcio.
Si vince insieme e si perde insieme.
Il nostro uomo in più è il tifo.
Incessante, dominante e strabordante.
ASSORDANTE
Fa tremare le Marche senza far spaventare nessuno.
Invadiamo Bolzano
Riprendiamo la cavalcata vincente, è stato soltanto un incidente di percorso.
Come diceva William James, padre del pragmatismo: “Agisci come se quel che fai, facesse la differenza. LA FA!"
Crediamo in voi!
IL SOGNO CONTINUA
Andale Picchio
Fabio Bachetti
Autore: Fabio Bachetti
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