Delio Rossi è qui da un giorno, eppure sembra che sia già qua da sempre. Sembra già il capopopolo della piazza di Ascoli, che ripone in lui e nella sua infinita esperienza, tutte le speranze affinché si possa disputare un campionato sereno e tranquillo. Togliere le castagne dal fuoco e riniziare a navigare in acque ben più calme della graduatoria. A Delio, possiamo dare in primis il nostro benvenuto. Successivamente augurargli un buon lavoro e, in ultimo, evitare di classificarlo nella cerchia di allenatori che hanno solo grinta e motivazione. Delio Rossi è infatti molto di più. Profondo conoscitore di calcio, ama veder giocare bene le sue squadre e ama di certo motivarle con carisma, dando loro forte impatto e forte identità. Ricordarlo per le liti con Ljaic e Burdisso è alquanto irrispettoso e ingiusto verso una persona che ha vissuto di pane e gioco offensivo. Ha allenato con grandi risultati Lazio, Sampdoria, Fiorentina. Non piazze di ultimo grido, ma piazze top del calcio italiano. Ha vinto una coppa Italia, disputato fasi di coppa campioni dopo averle guadsgnate sul campo. Ottenuto promozioni e salvezze. Quasi un totem per la serie A, è pronto e carico ad affrontare la nuova avventura. Si ripartirà dalla difesa a 4 probabilmente, da Bajic centravanti, dal rilancio di Eramo, dal recupero di Kragl e dall’avvicinamento di Sabiri alla porta. Queste potrebbero essere le chiavi tattiche del mister, che in primis però dovrà e, ci auguriamo, saprà toccare le corde giuste sul piano mentale e rigenerare quello fisico di una truppa che dura un tempo o poco più. 

La seconda parte di questo pezzo, la vogliamo dedicare all’importanza anche statistica degli allenatori. Diamo un taglio ai luoghi comuni. L’allenatore incide eccome, ed è più bravo quando riesce ad incidere con una squadra in difficoltà. Lo affermano le statistiche stesse. Che ora andiamo a ripercorrere. 

-Stagione 2008-2009, nelle prime 17 gare della gestione Di Costanzo-Chiarenza, 9 punti con media di 0.53 a partita. Con l’arrivo di Colomba, 40 punti in 25 partite. Media punti 1.6.

-Stagione 2009-2010, nelle prime 15 gare della gestione Pane, 15 punti con media di 1 punto a partita. Con l’arrivo di Pillon, 42 punti in 27 partite, con media di 1.5 a partita.

-Stagione 2010-2011, nelle prime 10 gare della gestione Gustinetti, 12 punti con media di 1.2 a partita. Con l’arrivo di Castori, 42 punti in 32 partite, con media di 1.3 a partita.

-Stagione 2011-2012, nelle prime 13 gare della gestione Castori, 9 punti con media di 0.6 punti a partita. Con l’arrivo di Silva, 47 punti in 26 partite (penalizzazioni escluse) con media di 1.6 a partita.

-Stagione 2015-2016, nelle prime 10 gare della gestione Petrone, 11 punti con media di 1.1 a partita. Con l’arrivo di Mangia, 36 punti in 30 partite con media di 1.2 a partita.

Stagione 2017-2108, nelle prime gare della gestione Maresca-Fiorin, 17 punti in 19 partite, con media punti di 0.89 a partita. Con l’arrivo di Cosmi, 34 punti in 27 partite, con media di 1.26 a partita.

-Stagione scorsa, nella tripla gestione Zanetti-Stellone-Abascal, 33 punti in 29 partite con media di 1.1 a partita. Con il miracoloso avvento di Dionigi, 14 punti in 10 partite, con media di 1.4 a partita.

Questo testimonia che la scelta dell’allenatore è fondamentale nel computo della stagione. E prendere quello giusto fa la differenza. In nessuna delle annate sopra citate, l’Ascoli poteva annoverare tra le sue fila grandi fenomeni, e neanche grandi mercati invernali di colpi sensazionali. Certo, questa rosa ha bisogno senz’altro di un paio di ritocchi di buona qualità, ma la cosa primaria di tutti gli allenatori, specie subentranti, deve essere quella di ottenere il massimo con ciò che si ha a disposizione. L’Ascoli è una delle piazze in cui, storicamente, il cambio di guida tecnica incide di più. Solamente nella stagione 2006-2007 e in quella dell’ultima retrocessione, l’avvicendamento di panchine (Tesser-Sonetti prima e Silva-Pergolizzi-Silva poi) non portarono a risultati eccelsi. Senza ovviamente scomodare allenatori ben prima di 10 anni fa, Ammazzalorso su tutti.

Sezione: Editoriale / Data: Lun 30 novembre 2020 alle 10:44
Autore: Manuel Fioravanti
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