La vittoria per 1-0 contro il Benevento ha lasciato a Francesco Tomei una domanda inevitabile in vista della trasferta contro il Padova: Matteo Brunori merita di partire titolare?
Il nuovo attaccante bianconero è entrato nella ripresa contro il Benevento e ha trasformato all’84’ il rigore decisivo, regalando all’Ascoli tre punti pesantissimi e il settimo punto nelle prime tre giornate. Gabriele Gori, però, resta pienamente dentro le gerarchie e contro i campani ha disputato una prova generosa, apprezzata dallo stesso Tomei.
Ora arriva Padova-Ascoli del 12 settembre alle 15, e la scelta del centravanti potrebbe diventare uno dei temi principali della quarta giornata.
Brunori ha fatto esattamente ciò che serviva
Un attaccante che parte dalla panchina può mandare un solo messaggio davvero efficace al proprio allenatore: entrare e incidere.
Brunori lo ha fatto.
Tomei lo ha inserito al 53’ insieme a Chakir e De Pieri, modificando completamente il reparto offensivo. Il Benevento si era chiuso ancora di più dopo l’espulsione di Prisco e l’Ascoli aveva bisogno di esperienza, qualità e maggiore presenza negli ultimi metri.
Quando è arrivato il rigore, Brunori ha preso il pallone e trasformato la pressione in vittoria.
Un gesto che inevitabilmente pesa nelle scelte successive.
Gori, però, non merita una bocciatura
Il rischio sarebbe trasformare troppo rapidamente il gol di Brunori in una bocciatura di Gori.
Il numero 35 aveva già segnato il gol dell’1-1 contro la Carrarese entrando dalla panchina e contro il Benevento Tomei lo ha premiato con la maglia da titolare.
Anche nella terza giornata Gori ha lavorato molto per la squadra.
Le valutazioni del post partita ne hanno evidenziato sacrificio, lotta e capacità di aprire spazi per i compagni, mentre Tomei ha parlato apertamente di una sua “grande gara”.
Questo rende il ballottaggio molto più interessante.
Non c’è un centravanti in crisi e uno in ascesa.
Ci sono due attaccanti che stanno dando risposte positive.
Brunori porta esperienza e freddezza
La candidatura di Brunori, però, ha argomenti importanti.
Il classe 1994 è arrivato dal Palermo con oltre 300 presenze tra i professionisti e 176 apparizioni in Serie B al momento del trasferimento ad Ascoli. Il club lo ha acquisito in prestito con diritto di riscatto e gli ha affidato la maglia numero 99.
È un profilo costruito per gestire partite ad alta pressione.
A Padova l’Ascoli potrebbe avere meno controllo territoriale rispetto al match con il Benevento e trovarsi davanti una gara più aperta e fisica.
In uno scenario simile, esperienza e capacità di scegliere il momento giusto possono diventare determinanti.
Gori offre caratteristiche molto utili a Tomei
Dall’altra parte, Gori ha già mostrato di poter essere prezioso come riferimento centrale.
Contro la Carrarese aveva realizzato un gol da autentico numero nove: protezione del pallone, rotazione e conclusione di sinistro. Un’azione che aveva immediatamente rilanciato la sua candidatura per il posto da titolare.
La sua presenza può aiutare l’Ascoli a giocare più diretto, tenere impegnati i centrali avversari e creare spazi per D’Uffizi, Silipo o gli altri trequartisti.
Brunori e Gori non sono quindi due alternative perfettamente sovrapponibili.
Ed è proprio questo il vantaggio di Tomei.
A Padova può cambiare anche il tipo di partita
Il contesto conta.
Padova-Ascoli sarà molto differente da Ascoli-Benevento.
I bianconeri giocheranno in trasferta, contro una squadra chiamata a reagire dopo il 3-1 subito a Cremona. L’Ascoli, invece, arriverà all’Euganeo con sette punti e ancora senza sconfitte.
La preparazione è già iniziata e Tomei ha programmato le sedute pomeridiane della settimana proprio alle 15, lo stesso orario della partita.
La scelta del centravanti potrebbe quindi dipendere soprattutto dal piano tattico.
Se Tomei vorrà maggiore esperienza e capacità di dialogare negli ultimi metri, Brunori può avere un vantaggio.
Se invece cercherà un riferimento più strutturato fin dal primo minuto, Gori resta una soluzione estremamente credibile.
Brunori titolare e Gori arma dalla panchina?
Esiste anche un ragionamento legato alle sostituzioni.
Nelle ultime due giornate l’Ascoli ha dimostrato quanto possa essere importante avere un centravanti di livello da inserire durante la partita.
Contro la Carrarese fu Gori a entrare e segnare. Contro il Benevento è accaduto esattamente il contrario: Gori titolare e Brunori decisivo da subentrato.
Questo potrebbe spingere Tomei a non cercare necessariamente un titolare definitivo.
La vera forza dell’Ascoli può essere quella di avere sempre un attaccante importante pronto a cambiare la gara nella ripresa.
Tomei ha già spiegato la sua filosofia
Dopo il Benevento, Tomei ha ribadito un concetto significativo: chi entra dalla panchina deve aiutare a vincere le partite.
Contro i giallorossi è successo esattamente questo. Brunori, De Pieri e Chakir hanno aumentato il livello offensivo e il numero 99 ha poi segnato il gol decisivo.
È una filosofia che ridimensiona il concetto tradizionale di titolare e riserva.
In una rosa profonda, può essere più importante chi termina una partita rispetto a chi la comincia.
Padova può dare la prima vera risposta
La formazione dell’Euganeo offrirà inevitabilmente un’indicazione sulle gerarchie.
Se Brunori partirà titolare, significherà che il gol contro il Benevento ha avuto un peso immediato nelle valutazioni di Tomei.
Una conferma di Gori, invece, dimostrerebbe che il tecnico vuole mantenere continuità e continuare a utilizzare Brunori come arma di altissimo livello dalla panchina.
Entrambe le scelte avrebbero una logica.
Brunori-Gori, un problema che rende l’Ascoli più forte
Il vero punto, quindi, non è stabilire chi abbia definitivamente vinto il ballottaggio.
È capire quanto l’Ascoli sia cresciuto nelle alternative offensive.
Gori ha segnato contro la Carrarese. Brunori ha deciso la sfida col Benevento. Entrambi hanno già dimostrato di poter cambiare una partita.
Alla vigilia di Padova-Ascoli, Tomei si trova davanti a una delle decisioni più complicate del suo undici.
Ma è anche una delle più piacevoli.
Perché se il dubbio riguarda quale centravanti decisivo lasciare inizialmente in panchina, allora significa che l’Ascoli dispone finalmente di una concorrenza offensiva all’altezza della Serie B.
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