L’Ascoli ha conquistato sette punti nelle prime tre giornate di Serie B, ma dietro l’ottima partenza della squadra di Francesco Tomei emerge un fattore destinato a pesare sempre di più: la profondità della rosa.
La vittoria per 1-0 contro il Benevento ne è stata probabilmente la dimostrazione migliore. Nell’undici iniziale c’erano Gori, Silipo e Perciun, ma quando la partita si è complicata Tomei ha potuto guardare verso la panchina e trovare Matteo Brunori, Giacomo De Pieri e Mohamed Chakir. Tre cambi simultanei che hanno aumentato immediatamente il peso offensivo del Picchio.
E alla fine proprio Brunori ha firmato il gol decisivo.
Contro il Benevento la partita cambia dalla panchina
Al 52’ Tomei ha deciso di intervenire in maniera netta: fuori Perciun, Gori e Silipo, dentro Brunori, Chakir e De Pieri.
La situazione richiedeva qualcosa di differente. Il Benevento, rimasto in dieci, aveva abbassato il baricentro e ridotto drasticamente gli spazi.
Pochi minuti dopo il triplo cambio, Chakir ha immediatamente creato una situazione pericolosa, mentre De Pieri ha aggiunto freschezza e imprevedibilità. Brunori, invece, avrebbe poi trasformato il rigore dell’1-0.
Non è soltanto una questione di sostituzioni riuscite.
È la dimostrazione che l’Ascoli può cambiare caratteristiche durante una partita senza necessariamente abbassare il proprio livello.
Brunori è il simbolo della profondità bianconera
La situazione dell’attacco fotografa perfettamente il nuovo scenario.
Contro il Benevento Tomei ha scelto Gori dall’inizio. Brunori è rimasto fuori, ma quando è entrato ha deciso il match.
Significa avere un attaccante capace di risolvere una gara pur non essendo necessariamente inserito nell’undici titolare.
Per una neopromossa rappresenta un lusso notevole.
La Serie B è un campionato nel quale moltissime partite restano in equilibrio fino agli ultimi venti minuti. Avere un calciatore esperto e decisivo da inserire proprio in quella fase può cambiare completamente il valore di una rosa.
De Pieri può essere la sorpresa dalla panchina
Tra le alternative più intriganti c’è anche De Pieri.
Tomei ne ha pubblicamente sottolineato qualità, umiltà e atteggiamento, spiegando di volerlo inserire gradualmente.
Il giovane arrivato dall’Inter non deve necessariamente essere titolare per diventare importante.
Anzi, in questa prima fase della stagione potrebbe essere ancora più pericoloso entrando contro avversari stanchi, quando aumentano gli spazi per puntare l’uomo e creare superiorità.
La presenza di De Pieri dà a Tomei una soluzione tecnica completamente differente.
Acampora e Ricci: esperienza anche a centrocampo
La profondità non riguarda soltanto il reparto offensivo.
Contro il Benevento, dalla panchina erano disponibili anche Gennaro Acampora e Matteo Ricci, due giocatori che aumentano sensibilmente esperienza e possibilità di scelta nella zona centrale.
Entrambi fanno parte delle operazioni con cui il club ha rafforzato la rosa durante il mercato estivo: Acampora è arrivato da svincolato con contratto fino al 2028, così come Ricci.
Tomei può quindi modificare il centrocampo in base alle esigenze: maggiore qualità nella gestione, esperienza oppure freschezza atletica.
Non dipendere sempre dagli stessi interpreti sarà fondamentale quando il calendario inizierà a diventare più pesante.
Gattoni aumenta ulteriormente il livello della difesa
Anche dietro le alternative sono numerose.
Contro il Benevento Gattoni, Oliveri e Nicoletti erano inizialmente fuori dall’undici titolare. L’argentino è poi entrato nel finale, aiutando la squadra a proteggere il vantaggio.
Gattoni è arrivato a titolo definitivo dal Siviglia, mentre Oliveri è stato acquistato in prestito dall’Atalanta con diritto di riscatto e controriscatto.
Questo significa che Tomei dispone di concorrenza vera anche nel reparto arretrato.
Curado e Rizzo stanno facendo molto bene, ma alle loro spalle esistono giocatori pronti a entrare nelle rotazioni.
Bolsius, Chakir e le alternative offensive
Nel gruppo c’è anche Don Bolsius, acquistato a titolo definitivo dal Perugia, oltre a Chakir e agli altri uomini offensivi già utilizzati da Tomei.
Le combinazioni diventano numerose.
Il tecnico può partire con Gori oppure Brunori, utilizzare Chakir come riferimento offensivo, scegliere De Pieri per aumentare qualità sugli esterni o affidarsi a Bolsius quando serviranno caratteristiche differenti.
Non esiste quindi un solo Ascoli.
Potenzialmente ce ne sono diversi all’interno della stessa partita.
La Serie B si decide anche dopo il 60’
È proprio questo il punto.
La profondità diventa veramente decisiva nei mesi più duri della stagione.
Infortuni, squalifiche, cali di condizione e partite ravvicinate obbligheranno Tomei a utilizzare tutta la rosa.
Una squadra con undici ottimi titolari può partire fortissimo.
Una squadra con 16-18 giocatori realmente utilizzabili ha maggiori possibilità di mantenere il rendimento nel lungo periodo.
L’Ascoli sembra aver costruito proprio questo tipo di gruppo.
Una panchina da playoff? È presto, ma il segnale c’è
Parlare di playoff dopo tre giornate resta prematuro. Tomei stesso continua correttamente a ricordare che i sette punti conquistati servono innanzitutto per raggiungere la permanenza in categoria.
Ma la profondità della rosa rappresenta uno degli elementi che permettono di guardare al futuro con ottimismo.
Brunori, De Pieri, Chakir, Acampora, Ricci, Gattoni, Oliveri e Bolsius significano esperienza, talento e possibilità di cambiare le partite senza dipendere esclusivamente dai titolari.
Contro il Benevento la prima dimostrazione è già arrivata: Tomei ha guardato la panchina, ha cambiato tre uomini offensivi e uno di loro ha segnato il gol decisivo.
È ancora troppo presto per definire quella dell’Ascoli una “panchina da playoff”.
Ma se le alternative continueranno a incidere con questa frequenza, proprio la profondità potrebbe diventare uno degli argomenti più forti per trasformare una stagione nata con l’obiettivo salvezza in qualcosa di molto più ambizioso.
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