Sette punti nelle prime tre giornate, nessuna sconfitta e una squadra che sembra essersi adattata alla Serie B con una naturalezza superiore alle aspettative. L’Ascoli di Francesco Tomei ha iniziato il campionato nel modo migliore possibile e, inevitabilmente, intorno al Picchio comincia a circolare una domanda che fino a poche settimane fa sarebbe sembrata prematura: la salvezza è ancora l’unico obiettivo possibile o si può iniziare a pensare ai playoff?

La risposta deve necessariamente partire dall’equilibrio. L’Ascoli resta una neopromossa e il primo traguardo non può che essere il consolidamento della categoria. Ma ignorare quanto mostrato nelle prime tre giornate sarebbe altrettanto sbagliato.

Sette punti cambiano subito la prospettiva

Il percorso iniziale è stato estremamente convincente.

L’Ascoli ha esordito vincendo 2-1 sul campo dell’Hellas Verona, ha poi pareggiato 1-1 contro la Carrarese e superato 1-0 il Benevento al Del Duca.

Due vittorie e un pareggio significano sette punti sui nove disponibili.

Per una squadra appena tornata in Serie B è un rendimento che permette innanzitutto di costruire un margine immediato rispetto alle zone più pericolose.

Ed è proprio questo il primo grande vantaggio.

Ogni punto conquistato adesso riduce la pressione futura e permette a Tomei di lavorare senza l’ansia di una classifica complicata.

Tomei fa bene a parlare ancora di salvezza

Il tecnico mantiene una linea molto chiara.

L’Ascoli non deve lasciarsi trascinare dall’entusiasmo eccessivo e deve continuare a considerare ogni punto come un passo verso la permanenza in categoria.

È probabilmente il modo migliore per proteggere un gruppo che sta funzionando.

Trasformare improvvisamente una neopromossa in una squadra obbligata a raggiungere i playoff significherebbe modificare completamente la pressione intorno ai giocatori.

Non ce n’è bisogno.

L’Ascoli può continuare a giocare con libertà, costruendo la propria classifica settimana dopo settimana.

Ma questo Ascoli non sembra una neopromossa normale

È però impossibile ignorare alcuni segnali.

La squadra non sta semplicemente raccogliendo punti attraverso episodi fortunati.

Contro il Benevento ha controllato lunghi tratti della gara, con maggiore possesso, più conclusioni e nessun tiro nello specchio concesso agli avversari.

La difesa sta crescendo, il centrocampo ha equilibrio e la panchina offre alternative importanti.

Brunori ha già dimostrato di poter decidere una partita entrando dalla panchina, De Pieri sta crescendo, Gattoni aumenta le opzioni difensive e Tomei dispone di diversi centrocampisti e attaccanti da utilizzare in base alle esigenze.

È questa profondità che rende il progetto interessante.

Una squadra con identità può andare oltre la salvezza

L’aspetto probabilmente più importante riguarda il gioco.

L’Ascoli non affronta la Serie B con l’atteggiamento di chi vuole semplicemente difendere lo 0-0 e sperare nell’episodio.

Tomei vuole una squadra capace di avere il pallone, pressare, costruire e assumersi responsabilità.

A Verona questo coraggio ha prodotto una vittoria prestigiosa.

Contro il Benevento, invece, l’Ascoli ha dimostrato una qualità differente: la pazienza.

Nonostante il gol tardasse ad arrivare, i bianconeri hanno continuato a giocare senza perdere equilibrio fino al rigore decisivo di Brunori.

Sono caratteristiche che possono sostenere ambizioni più importanti.

Il vero obiettivo si deciderà più avanti

Parlare di playoff dopo tre giornate sarebbe comunque un errore.

La Serie B è troppo lunga e imprevedibile.

Ci saranno sconfitte, infortuni, squalifiche e momenti nei quali il rendimento inevitabilmente diminuirà.

Il punto corretto per effettuare una prima vera valutazione potrebbe arrivare dopo dieci o quindici giornate.

Se a quel punto l’Ascoli sarà ancora stabilmente nella parte sinistra della classifica, allora il discorso cambierà naturalmente.

Non serviranno annunci ufficiali.

Sarà la classifica stessa a suggerire un nuovo obiettivo.

Padova è già una verifica importante

La trasferta contro il Padova del 12 settembre rappresenta in questo senso un passaggio molto interessante.

L’Ascoli arriva con sette punti e la necessità di dimostrare di saper gestire anche l’entusiasmo.

Fare risultato all’Euganeo significherebbe prolungare l’imbattibilità e aumentare ulteriormente il bottino.

Una vittoria porterebbe il Picchio addirittura a 10 punti dopo quattro giornate, trasformando l’ottima partenza in qualcosa di ancora più significativo.

Playoff? Vietato pensarci troppo, ma anche vietato avere paura

La parola chiave deve essere equilibrio.

L’Ascoli non ha alcun bisogno di dichiarare oggi di voler raggiungere i playoff.

Deve continuare a costruire la salvezza il prima possibile.

Ma quando una squadra dimostra organizzazione, profondità, solidità e capacità di vincere partite differenti, sarebbe sbagliato porle preventivamente un limite.

Prima i punti necessari per restare in Serie B.

Poi tutto ciò che verrà potrà essere considerato un’opportunità.

L’Ascoli deve cambiare obiettivo?

Non ancora.

Ma potrebbe non essere necessario aspettare molto per iniziare almeno a modificare le prospettive.

Sette punti nelle prime tre giornate non fanno dell’Ascoli una squadra da playoff, ma dimostrano che il Picchio possiede già qualcosa in più rispetto a una semplice neopromossa chiamata a soffrire.

Tomei continuerà correttamente a parlare di salvezza.

I tifosi, però, possono cominciare a guardare la classifica con curiosità.

Perché se questo rendimento dovesse continuare, la domanda potrebbe presto cambiare.

Non più “riuscirà l’Ascoli a salvarsi?”, ma “quanto in alto può davvero arrivare questa squadra?”.

Sezione: News / Data: Ven 11 settembre 2026 alle 09:00
Autore: Tutto Ascoli Redazione
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